Nel 2026, il Festivalfilosofia si terrà il 18, 19 e 20 settembre e la parola chiave è CAOS.
Ricorre quest’anno il novantesimo anniversario dall’inizio della guerra civile spagnola, nodo fondamentale della storia europea del Novecento e tragica anticamera del secondo conflitto mondiale. Essa rappresenta il momento in cui le linee di frattura ideologiche, tecnologiche e morali del XX secolo si sono definite in modo irreversibile. Oltre a segnare il fallimento dell’esperimento della Società delle Nazioni, il conflitto divenne il laboratorio ideale per i totalitarismi emergenti, che ebbero modo di sperimentare nuove tattiche di guerra: non più uno scontro tra soli eserciti, ma un conflitto totale in cui l’obiettivo è un’intera nazione e la sua popolazione. A questa fase seguì l’esperienza della lunga dittatura franchista e, soprattutto, la sua complessa eredità nella Spagna democratica: neppure il ritorno della democrazia ha reso possibile una lettura del tutto normalizzata di quella guerra fratricida. Emblema di questo conflitto e del massacro di civili è Guernica, l’opera di Pablo Picasso che ritrae il bombardamento dell’omonima città e la sua completa distruzione, elevandosi a espressione della fine di una concezione del mondo.
Oggi, a distanza di novant’anni dal golpe che diede avvio alla guerra, assistiamo a una crisi del sistema internazionale nato dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale: la delegittimazione del diritto e delle organizzazioni internazionali da parte di coloro che ne incoraggiarono la creazione e di cui ne hanno garantito il funzionamento per 80 anni, il moltiplicarsi dei conflitti, le crisi ambientali, migratorie ed energetiche. Se il caos a cui assistiamo fosse la fine di “una concezione del mondo”? Provando a comprendere gli avvenimenti e le dinamiche che hanno animato il triennio 1936-1939 rintracciamo elementi che ci aiutano a spiegare il presente? Che tipo di conseguenze ha innescato negli equilibri internazionali quell’evento storico?
Nel 2026 ricorre anche il quarantesimo anniversario dell’ingresso della Spagna nell’Unione Europea, a testimonianza di come il trauma possa farsi spinta trasformatrice: il caos della guerra civile ha generato, dopo una lunga e dolorosa gestazione, una democrazia moderna che ha scelto la condivisione dei poteri in sede sovranazionale come antidoto alla distruzione. Cosa è rimasto però della guerra civile?
La proposta di Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea e EUROPE DIRECT Modena intende realizzare un'installazione ispirata a Guernica.
L’installazione sarà un’opera collettiva e partecipata: i visitatori potranno prender parte ai laboratori durante i quali saranno invitati a individuare ed esprimere la propria idea di caos, a rappresentare una nuova Guernica, reagendo a una serie di temi proposti dall'Istituto storico e da EUROPE DIRECT pensati in modo da stimolare la condivisione in merito a parallelismi e divergenze tra la contemporaneità e la vicenda storica della Guerra Civile spagnola.
Il contributo dei partecipanti andrà a completare l'opera (una riproduzione in scala del dipinto di Picasso opportunamente predisposta) andando a completarla e al tempo stesso ad attualizzarla.
I laboratori saranno condotti da personale dell’Istituto storico su una metodologia messa a punto da Stefano Ascari, sceneggiatore, graphic designer.
Orari di apertura
venerdì 18 settembre, 9.00 - 18.00
sabato 19 settembre, 9.00 - 18.00
domenica 20 settembre, 9.00 - 13.00
Ultimo aggiornamento: 31-07-2026 11:00